domenica 20 aprile 2014

Felice e serena Pasqua a tutti!

La stagione europea è ormai finita, ma anche quest'anno non ci esimiamo ai tradizionali auguri pasquali. E così il sottoscritto Alessandro desidera oggi fare i più sinceri auguri per una serena a felice Pasqua a tutte le leghe che appartengono a questa magnifica federazione. Tanti auguri così alla lega ceccanese, alla lega pacianese, al fanta gruppo misto sparsi un pò per tutta l'Italia e ovviamente tanti auguri anche a "quelli del cucinino" di Cortona che per la prima volta in questa stagione hanno giocato e dato spettacolo in questo magnifico circus fantacalcistico. Tanti auguri quindi ai partecipanti delle varie leghe, qualificati e non, ed anche alle leghe che in passato hanno animato questo blog. Tantissimi auguri, infine, a chi anche solo per caso capitasse su questo blog! Buona Pasquaa a tutti!

martedì 15 aprile 2014

Europa League - Dominio Psg nel derby, l'Europa è tua!

Ragazzi, si entra nella storia. L'attesissimo derby in casa pacianese, teatro della finale di Europa League 2013-2014 incorona il Paris Saint Germain di Ceccantini Giordano, che in questo modo si aggiudica il primo titolo continentale in carriera. Troppo molle il Colo Colo, troppo agitato Filippo per affrontare la gara con la giusta serenità, tranquillità e fiducia nei propri mezzi. L'invincibile armata cilena che spazzava via le avversario già all'andata di colpo è scomparsa e si è rivelata una preda sin troppo semplice al molto più concreto e freddo Paris Saint Germain, che alza al cielo questa prestigiosa competizione.

PARIS SAINT GERMAIN - COLO COLO
2 - 0 (74.5 - 57.5)
In una gara come queste, ogni previsione va a farsi benedire, ed è impossibile azzardare un pronostico. Se poi ci aggiungiamo che si trattava di un derby, tra due squadre che storicamente sono rivali in casa propria, ci rendiamo conto che il vantaggio che attribuivamo al Colo Colo di Filippo Armellini, peraltro rimaneggiato in porta, contava davvero poco. In match come questi conta più la testa che le gambe, più il fattore psicologico che quello fisico. E chi ha qualcosa da perdere, è molto più facile che lo perderà. Il risultato finale è frutto di un'ottima gara del Psg, che ha affrontato la gara senza paura, e magari senza pensare troppo all'importanza dell'evento, e di una non-gara del Colo Colo, che probabilmente resta negli spogliatoi insieme alle intenzioni di vittoria, ai buoni propositi e, probabilmente, ai propri timori ed alle proprie paure di perdere. Onore al Paris Saint Germain, che con questo successo ottiene finalmente la tanto attesa consacrazione in ambito internazionale: a questo punto è obbligatoria pensare in grande, d'altronde l'appetito vien mangiando. Complimenti a Giordano!

giovedì 10 aprile 2014

Un ragazzo di nome Fulvio

Era il 13 agosto 2013, quando un ragazzo di nome Fulvio Fanigliulo mi aggiunge tra i suoi amici di Facebook scrivendomi questo messaggio.

"Ciao mi chiamo Fulvio e sono di Taranto. Seguo il vostro blog e sono un appassionato (anche di più) di fantacalcio. Ti contatto per poter confrontare e allargare le nostre esperienze fantacalcistiche,gestisco 2 leghe da 8 con archivio dal 2006, insomma solo professionisti tra di noi. Potrebbe essere interessante la champion's che organizzate o comunque il confronto lo ritengo sempre positivo. Cordiali saluti....anzi ciao".

Io, a posteriori mi tornò in mente, lessi il messaggio, ma poi non so perché non risposi. Allargare la nostra federazione, si sà, è sempre stato un mio pallino. Giuseppe mi ha sempre detto "frena...le cose con calma", ma io no, ho la fissa del "fare le cose in grande". Proprio la scorsa estate eravamo pronti ad allargare a 6 federazioni, facemmo anche il referendum ma poi le due leghe che dovevano entrare si tirarono indietro o non avevano i requisiti giusti.

Nonostante la mancata risposta (che avrebbe potuto chiunque far desistere, magari anche infastidire un pò) Fulvio si decise rimandarmi un nuovo messaggio, stavolta tramite la mia mail presa sempre da questo blog; e stavolta risposi. E' stato in questo momento, a dicembre, che mi resi conto di non aver risposto a quel messaggio. Gli chiesi scusa, iniziammo a scambiarci qualche mail ed a conversare su Facebook. Gli spiegai il nostro progetto, gli promisi che il prossimo anno avrei certamente riproposto il referendum per allargare la nostra federazione. Nel frattempo iniziai a costruirgli il blog della loro lega, a creargli delle sezioni, e mentre inserivo l'albo d'oro e le altre sezioni della sua lega capii che era un vero amante di questo gioco, e come me aveva tenuto minuziosamente dati e statistiche delle passate stagioni. Era entusiasta della nuova avventura che si prospettava con queste coppe europee, ne aveva parlato con i suoi della sua lega e mi aveva aggiunto sul loro gruppo. Era un ragazzo entusiasta, sempre disponibile, gentilissimo. Non lo conoscevo neanche di persona ma, come già accaduto con Giuseppe ed altri amici conosciuti solo virtualmente grazie al fantacalcio, veniva naturale scherzare, parlare di calcio e delle proprie "sfighe" fantacalcistiche. Ci sentivamo quasi quotidianamente, e nonostante ovviamente non conoscessi nulla di lui e della sua vita, come lui non conosceva nulla di me al di fuori di questo gioco, era evidente che era un ragazzo speciale. Sempre sorridente, aveva tantissime foto con tanti bambini (faceva volontariato), e dalla foto profilo che vedete qui era sposato con un bambino e, ho saputo solamente ora, con un altro in arrivo. 

Non lo sentivo da una decina di giorni, ma sinceramente non ci avevo fatto caso, d'altronde il mio lavoro al suo blog era finito, e aspettavo a ricontattarlo per dargli novità riguardo alla sua entrata in federazione. Non mi ero accorto di nulla, non avevo letto i messaggi sul gruppo FB della sua lega con cui si diceva "Fulvio ti aspettiamo!". Magari l'avevo letto, ma distrattamente, senza approfondire o farci caso.

Fino a questa sera, quando per caso su Facebook mi compare un messaggio inequivocabile. Vado sulla sua bacheca e la mia angoscia improvvisa non ha neanche il tempo di dubitare su quello che ha pensato in quell'attimo. Fulvio è morto ieri mattina, dopo aver lottato per 8 giorni. Investito da un autobus mentre andava in bicicletta. Fulvio ha donato gli organi; l'ultimo suo grandissimo gesto di generosità.

Ciao Fulvio, riposa in pace.

martedì 8 aprile 2014

Champion's League - Roberto, storia di una fiaba

C'era una volta. E' risaputo, iniziano tutte così le fiabe. E questa storia non fa eccezione. Questa storia inizia nel lontano 2009, lo stesso anno di fondazione di questa federazione, e corre parallelamente ad essa tornando ad incrociarsi solamente tre anni successivi nel 2012, fino ad arrivare ad oggi, all'ancora più classico "e vissero tutti felici e contenti". Nella stagione di apertura di questa federazione, stagione 2008-2009, a prendere parte a queste coppe europee c'erano solamente le due leghe fondatrici, ossia Ceccano e Paciano. Il primo storico vincitore, il ceccanese Boca Juniors di Malizia Massimiliano, affrontò e batté in finale lo Shaktar Donetsk del pacianese Mirko Musotti; una sfida destinata ad entrare nella leggenda. Le statistiche ufficiali, però, non riveleranno mai la verità, ossia che dietro la denominazione ufficiale di Mirko Musotti c'era, in reatà, il giovane e spavaldo Roberto Parrini: Mirko infatti, colui che resta tutt'ora una leggenda a Paciano, si era improvvisamente ritirato da qualche mese, e quella squadra talentuosa venne abbandonata a sé stessa, in un mare turbolento. Arrivato in una situazione così difficile, Roberto traghettò la squadra a fine stagione tra mille difficoltà, ma facendo valere la qualità della squadra in Europa, dove il sogno di diventare la regina si è rotto proprio allo scoccare della mezzanotte. Infranto il sogno, di colpo quella magnifica squadra, da carrozza si è trasformata in zucca. Al via della stagione successiva, Roberto ha perso tutto il know-how costruito in tanti anni da Mirko ed ha dovuto, in un campionato a lunghissima programmazione come quello di Paciano (fatto di contratti pluriennali), ricominciare da zero. Ci sono voluti tre faticosissimi anni e tanti, tanti sacrifici per tornare in Europa. Ci si arriva finalmente nel 2012, passando per la porta del retro dell'Europa League. La squadra, che si affaccia per la prima volta nel grande palcoscenico continentale, è ancora acerba e nonostante il grande impegno viene malamente sbattuta fuori al primo turno. Ma Roberto, che di pazienza ne ha a non finire, accetta il verdetto, imparando dagli errori e accumulando esperienza. Dopo un buon campionato si ripresenta così in Europa dalla porta principale della Champion's League, e subito si nota che qualcosa è cambiato. L'Athletic Bilbao non è più quella squadra timida e impacciata dello scorso anno, bensì una vera macchina di gol e di gioco che nella fase a gironi mette in difficoltà lo stesso Boca Juniors di Massimiliano, sopravanzato nel girone a vendetta di quella finale persa. La seconda posizione sarà fatale proprio a Massimiliano, che incontrerà nei quarti il Porto di Luchini Sauro, che lo elimina facendo sentire a tutti di essere pronto a candidarsi per il trono d'Europa. Nel frattempo, però, l'Athletic Bilbao di Roberto Parrini si faceva largo negli scontri ad eliminazione diretta, andando addirittura a mettere fuori gioco i campioni d'Europa in carica dell'Internacional Porto Alegre di Fabrizio Marzolla. Si inizia a parlare di favola, si inizia a sentire quella sensazione che circonda le storie destinate a diventare leggenda.

PORTO - ATHLETIC BILBAO
0 - 4 (58 - 85)
E si arriva così alla finalissima, con l'Athletic Bilbao che si ritrova davanti proprio quel Porto con cui aveva indirettamente incrociato il destino tra la fase a gironi ed i quarti di finale, ultimando per mezzo di lui la vendetta su Massimiliano. Ma a questo punto, ovviamente, l'ossessione della Champion's è incontrollabile. Non è scritto da nessuna parte, ma quella Champion's perduta nel 2009 brucia, brucia infinitamente Roberto, che non accetterebbe assolutamente di vedersi sfuggire l'olimpo ad un passo dal traguardo. Non è così. Se questa, come l'abbiamo un pò rappresentata impropriamente, presentandola come la sfida tra la "concretezza" del Porto e "il bel gioco" dell'Athletic Bilbao, doveva essere la sfida tra la potenza fisica e l'agilità e la tecnica...non c'è stata partita. Ha vinto lo spettacolo, ha vinto il divertimento. Ma tutti noi sappiamo che questa vittoria, questa stracciante vittoria, conclude una storia duranta non una staione solamente, ma un lustro intero. E' la storia di una squadra che, dopo essere stata ad un passo dal diventare principessa, ha dovuto patire e soffrire cinque lunghi anni prima di coronare il proprio sogno. Ma ora, caro Roberto, ce l'hai finalmente fatta. E come ogni fiaba, anche questa si conclude con un lieto fine. Grazie Roberto. Come ogni anno questa Federazione ci fa emozionare con delle storie uniche, e stavolta l'hai fatto tu. Complimenti campione!

mercoledì 2 aprile 2014

Finali - Non c'è alcuna finzione, è tutto reale

Un anno di sogni, speranze, illusioni, frustrazioni e gioie. Il fantacalcio è un gioco, si sà, e guai a non prenderlo come tale. Ma è un gioco che per me e credo per molti di voi ha un posto speciale nella vostra vita, rappresenta una pausa settimanale dalle incombenze, dallo stress e dai mille pensieri che quotidinamente stanno lì a frustrarci. Il fantacalcio è un'oasi in cui poter liberare la nostra mente, farla volare e distaccarla anche solo per novanta minuti a settimana. Non sempre ci va bene, non sempre il lunedì mattina, andando a vedere la prestazione del weekend, abbiamo quel sorriso stampato in faccia che contraddistingue chi gode per il gol preso, per quell'assist assegnato o quel voto inaspettato più alto delle nostre attese. Spesso va male, ci si rammarica e si deve digerire la sconfitta. Ma poi tutto passa e il sabato si è di nuovo pronti al riscatto, si è più fiduciosi ed ottimisti di prima, con la frenesia di non vedere l'ora che inizi il weekend. E di weekend in weekend abbiamo trascorso una stagione magnifica, fatta di sorprese, colpi di scena ed emozioni, ritrovandoci qui, alla vigilia di queste finali. Quattro squadre che sognano ad occhi aperti, quattro squadra alla ricerca del loro primo titolo europeo. Quattro squadre che aspettano di conoscere il loro destino e sapere se questa annata verrà ricordata come quella in cui si è arrivati ad un passo dal trionfo oppure se si entrerà nella storia. No ragazzi, non è finzione questa. La finale è alle porte e voi ci siete arrivati davvero. Siatene onorati,  vivete a pieno questi momenti di ansia mista a speranza e gìodetevi questi momenti e questa adrenalinica attesa. Si gioca proprio il gusto di assaporarla. Via allo spettacolo!

---CHAMPION'S LEAGUE---

PORTO - ATHLETIC BILBAO
Sulle sponde del Lago Trasimeno si respira un'aria speciale, quella dei grandi momenti. Due regioni vicine, due paesi, Paciano e Cortona, che per un weekend saranno fieri rivali, pronti ad innalzare i propri vessilli per supportare e caricare il proprio rappresentante. Il Porto per Quelli del Cuninino, l'Athletic Bilbao per la Lega Pacianese. Sono così Luchini Sauro e Parrini Roberto a giocarsi la partita dell'anno, quella che vale una carriera e che mette in palio il trofeo più importante, la Champion's League. Chi uscirà vincitore da questa contesa sarà per un anno il padrone indiscusso di questo spazio virtuale, sarà il campione in carica per eccellenza, sarà la squadra da battere del futuro. E in campo di carne al fuoco ce n'è davvero tanta perché a scontrarsi sono due stili di gioco agli antipodi, l'uno (quello dell'Athletic) che guarda all'estetica, allo spettacolo al gioco ed alla velocità, l'altro (quello del Porto) che guarda alla concretezza, alla potenza, all'annichilimento dell'avversario. Due squadre che hanno meritato eccome questa finale, due squadre che meriterebbero entrambe di vincerla questa coppa. Ma sarà soltanto uno a festeggiare. In bocca al lupo!

---EUROPA LEAGUE---

PARIS SAINT GERMAIN - COLO COLO
A Paciano, quasi quasi, la finale di Champion's viene messa in secondo piano, nonostante Roberto. Eh si, perché in Europa League c'è forse la madre di tutte le sfide, quella tra il Colo Colo di Filippo Armellini e il Paris Saint Germain di Ceccantini Giordano. Due manager ambiziosi, che si conoscono da una vita e che da oltre un decennio lotta per la propria supremazia nella lega interna. Mai, però, le due squadre si erano affrontate in Europa; e la prima occasione è, per entrambi, quella più importante. Dopo cinque anni di sofferenze, infatti, Filippo e Giordano raggiungono la loro prima finale europea e il destino ha voluto che se la giocassero contro proprio loro. Un derby incredibile che rende questo match doppiamente importante e che raddoppia la posta in palio. Si perché vincere, in questo caso, avrebbe un altro significato, più forte, più importante; così come perdere, farebbe male due volte. Quasi quasi ci sentiamo fortunati, noi altri, a non doverla giocare questa partita. A noi spetta solamente di goderci questo grandissimo spettacolo.

venerdì 28 marzo 2014

Europa League - I compagni di merende di Pacciano

Quest'annata sembra davvero speciale, un viaggio nel tempo. Precisamente, sembra riportarci nel 2009. Di Roberto che torna in finale in Champions ne abbiamo già parlato, ma non c'è solamente lui a ricordarci il legame con la storica prima edizione delle nostre coppe europee. C'è, infatti, anche la coincidenza di una finale tutta pacianese in Europa League (allora Coppa Uefa). Una finale monocolor, quella tra i compagni Armellini Filippo e Giordano Ceccantini, che porta a ben tre le finaliste di Paciano su quattro totali: davvero un grandissimo risultato. Esce di scena invece Ceccano, che mai, e dico mai, aveva mancato una finale continentale; davvero un'annata da dimenticare. Vediamo allora cosa è accaduto alle due rappresentanti ceccanesi, entrambe costrette ad abbandonare ogni speranza proprio ad un passo dalla finale.

PARIS SAINT GERMAIN - SUNDERLAND
Ceccantini Giordano - Rossi Emiliano
2 - 1 (77.5 - 68)
(and. 2 - 3)
Speravamo tutti, a Ceccano, che quel gol mangiato non sarebbe stato decisivo, ma non è stato così. Ricorderete certamente l'episodio: all'andata, il Sunderland di Emiliano Rossi ha perso un voto in difesa, cosa costatagli il gol del 4 a 2 che gli avrebbe permesso di archiviare seriamente la pratica. E invece, quel 3 a 2 aveva suscitato sollievo e soprattutto grandi speranze nell'undici parigino, deciso a ribaltare l'esito del doppio confronto. Questa gara di ritorno è stata preparata alla perfezione, studiata in ogni dettaglio; e quella freddezza e quel piglio che finora è sempre mancato in Europa a Giordano...di colpo ecco che si mostrano in tutta la loro grandezza. Il Sunderland ci prova, lotta, segna un gol; ma è evidente che la stanchezza e la forma fisica non eccezionale non permettono di più. Finisce qui il sogno del Sunderland e di Emiliano, che deve ancora una volta rimandare la conquista di un trofeo. Sarà per l'anno prossimo.

LOS ANGELES GALAXY - COLO COLO
Levantini Enrico - Armellini Filippo
1 - 0 (67 - 61)
(and. 0 - 3)
La probabilissima ultima di Enrico Levantini in Europa è un match giocato in un'atmosfera davvero surreale. Praticamente già eliminati, dopo il 3 a 0 patito all'andata, i Los Angeles Galaxy si sono però voluti concedere un'ultima gioia europea con una vittoria prestigiosa contro una delle squadre più rappresentative della nostra federazione, la corazzata Colo Colo. Un 1 a 0, comunque, che poco fa male a Filippo Armellini, già proiettato mentalmente a domenica prossima, quando scenderà in campo nella sua prima finale europea. Obiettivo, l'unico: vincere.

Champion's League - Sarà il Bilbao a sfidare il Porto!

Sei su sei. Anche quest'anno, come finora è sempre capitato in questa federazione, a vincere il trofeo sarà una squadra che non ha mai vinto un titolo continentale. E per la terza volta, sarà una squadra debuttante a vincere la Champion's League, come già accaduto al San Lorenzo (2011) e Palermo (2009) ovviamente alla prima edizione. Sarà una finale combattuta sulle sponde del Lago Trasimeno, sul confine tra Umbria e Toscana che separa le cittadine di Paciano e Cortona. Due squadre diverse, l'una (l'Athletic Bilbao) rappresentante il bel gioco, lo spettacolo, il divertimento, l'altra (il Porto) che porta avanti i la concretezza, la potenza e la forza fisica. Due filosofie di gioco completamente diverse contro, incarnate da due team che sono pronti a scrivere una nuova pagina di storia della nostra federazione. Ma voltiamoci per l'ultima volta ad analizzare come hanno ottenuto e conquistato questa finalissima Luchini Sauro e Parrini Roberto.

PORTO - GENOA
1 - 2 (68 - 75)
(and. 3 - 0)
Il Porto, si sapeva, non avvrebbe perso la testa. E non lo ha fatto, anche se ha perso la partita. Porto e Genova sono due città navali, si sà. Fatta di una grande storia di marinai che echeggia ancora oggi  tra i vicoli delle due città. E la tradizione è stata rispettata anche qui, con entrambe le squadre che sono state "corsare" in trasferta. Ampissima, e alla fine decisiva, è stata la vittoria del Porto. Il Genoa è crollato e questo, lo sappiamo, viene pagato caro a questi livelli. Ma nonostante il dolore nel cuore dei genoani, Riccardo Carbone non si è abbattuto, ed ha lavorato sodo per onorare al massimo la competizione che in questa stagione tante soddisfazioni gli ha dato Ha compiuto un viaggio lunghissimo per arrivare lì, sulla costa atlantica, per far vedere che il Genoa queste semifinali le ha meritate eccome. E l'applauso con cui tutti i tifosi, italiani e portoghesi, hanno accompagnato questo 2 a 1 lo sta a dimostrare. Il Genoa esce a testa alta, dando appuntamento al prossimo anno; il Porto inizia a preparare la finale, l'occasione di una vita.

ATHLETIC BILBAO - INTERNACIONAL PORTO ALEGRE
1 - 1 (71.5 - 70.5)
(and. 1 - 0)
Tutte le storie hanno un inizio ed una fine. Anche il romanzo più lungo, il racconto più avvincente e la più bella storia d'amore ne hanno una, che sia a lieto fine o meno. Il difficile, spesso, è comprendere quando una storia è terminata e ne è iniziata già un'altra. Un anno fa non ci eravamo resi conto che la storia dell'Internacional era già iniziata e stava per esplodere lì proprio davanti ai nostri occhi; c'è voluta una finale eroica giocata in dieci per capirlo. Stavolta, forse, ci siamo illusi che la saga dell'Internacional potesse ancora continuare, quando era già finita. Il Mondiale per Club fallito, la qualificazione su un Palermo troppo distratto per essere vero, ed ora questa semifinale. I sintomi c'erano da tempo, ma Fabrizio Marzolla è un manager troppo preparato per non insistere a credere in lui. L'Internacional è stato e continua ad essere uno squadrone, ma qui la questione riguarda altro, riguarda cose molto più elevate e su cui noi non possiamo fare nulla, riguarda il destino. E il destino era già segnato da tempo: l'Internacional ha avuto la sua storia; ora tocca all'Athletic Bilbao. Eh si, perché se la vita è fatta di storie, quella di Roberto Parrini è una favola che sembra avere un destino già prestabilito. La sua è una favola già iniziata, che racconta del giovane e talentuoso manager che eredita la squadra di Mirko Musotti diventato ormai "mito"a Paciano; una squadra speciale, che gli permette di arrivare in finale nella prima edizione della Champions, perduta. Dopo sei anni, in cui Roberto ha plasmato e fatto sua questa magica squadra, ecco che è arrivato il momento per lui di fare i conti con il passato. E la vittoria in trasferta e questo pareggio per 1  a 1 che eliminano i campioni in carica sono un chiaro segnale dal destino. Di questa stupenda storia non ci resta, ora, che vedere quale sarà il finale.

martedì 25 marzo 2014

Ritorno Semifinali - Sulla soglia del paradiso

Curiosamente, il destino ci ha voluto regalare questo fondamentale turno di coppe europee proprio in mezzo alla settimana, nelle serate dove da sempre si respira un'aria speciale, di coppe europee. Facile, allora, è la celebre allusione "al mercoledì da leoni" a cui le squadre cercheranno di adeguarsi. Ma il ritorno di una semifinale non è un turno qualsiasi, è il turno. L'ultimo ostacolo prima della finalissima, la porta di ingresso al paradiso dove solo a pochi fortunati è concesso arrivare. Il sogno è lì, ad un passo, ma occorre sopravvivere al guardiano di questa parta, all'ennesima tagliola che dimezzerà le già fortunate squadre superstiti. Per il Genoa e il Colo Colo, rispettivamente in Champion's League e in Europa League, c'è probabilmente solo da girare la chiave, visti i risultati di andata. Per tutte le altre, ci sarà da sudare. Vediamo meglio cosa ci attende.

---CHAMPION'S LEAGUE---

PORTO - GENOA
Cosa dire. I sogni di Riccardo Carbone e del Genoa si sono schiantati poco più di una settimana fa, in un impietoso 0 a 3 di fronte al proprio pubblico di casa che, alla fine dei novanta minuti, ha comunque sostenuto e incitato i propri beniamini, autori comunque di una fantastica cavalcata. L'animo, il cuore e la mente si sono spenti lì, e questa trasferta portoghese viene affrontata senza patemi d'animo, senza tensione né pressioni. Trattasi di una semplice trasferta vissuta in stile gita turistica dove scendere in campo al solo e impareggiabile obiettivo di divertirsi, giocando con la testa completamente libera. Non c'è neanche l'obbligo di salvare l'onore, quello è già salvo. L'impresa, dopotutto, è stata già compiuta e lo si è ammirata nei quarti contro il Manchester Utd. E ora è giusto che la scena sia tutta del Porto di Luchini Sauro, che non vede l'ora di festeggiare e caricaricarsi davanti al pubblico di casa per il raggiungimento dell'attesissima finale. Tutto qui? Tutto davvero finito? Si (a meno che...). No, meglio non pensarci neanche.

ATHLETIC BILBAO - INTERNACIONAL PORTO ALEGRE
Farmate la testa. La testa, si sà, corre facilmente; riesce a far volare la fantasia anche in situazioni difficili, figuararsi in queste condizioni. Ma per i prossimi novanta minuti Roberto Parrini, e tutto l'undici del suo Athletic Bilbao, dovrà essere il più realistico, concreto e cinico che mai. L'1 a 0 dell'andata, nonostante sia stato conquistato all'esterno, non basta a creare alibi, ad essere tranquilli. In Umbria, seguito da miglia e migliaia di tifosi, arrivano i campioni in carico di Fabrizio Marzolla e del suo Internacional Porto Alegre. Un nome che, da un anno a questa parte, fa paura solo a nominarlo. Lui che ha vinto la Champions giocando semifinali e finale in dieci, non avrà certamente paura di rimontare un gol su un debuttante. Insomma, guai a sottovalutarlo, perché la partita è ancora tutta aperta, apertissima. Ma tutto questo Roberto lo sà già...In bocca al lupo ragazzi!

---EUROPA LEAGUE---

PARIS SAINT GERMAIN - SUNDERLAND
Il match più bello dell'andata è anche quello che risulta essere il più aperto alla vigilia di questo attesissimo doppio confronto. Il Sunderland di Emiliano Rossi arriva qui a Parigi ancora con il pensiero al voto perso ed al gol letteralmente divorato, il gol del possibile 4 a 2 che forse avrebbe archiviato la qualificazione. Sarà suo compito azzerare ogni pensiero e dimenticare ogni qualsiasi rimorso nell'istante esatto in cui entrerà in campo. Il Paris Saint Germain di Ceccantini Giordano è belva feroce e soprattutto affamata, e solo il miglior Sunderland, nelle condizioni sia fisiche che psichiche ottimali, è in grado di fermarlo. Si prospetta un match apertissimo, dove il pubblico di casa potrebbe giocare un ruolo determinante. E per una volta siamo (quasi) più contenti di vederla che di giocarla in prima persona questa partita.

LOS ANGELES GALAXY - COLO COLO
L'ultima di Enrico. Si chiude quasi probabilmente in questo weekend un vero e proprio ciclo, quello di Enrico Levantini e dei suoi Los Angeles Galaxy in Europa. Il crudele meccanismo vigente a Ceccano, che ormai avrete imparato a conoscere, lascia poche speranze ad Enrico, vicinissimo ormai al baratro della Serie B e quindi ad almeno (minimo) un biennio senza europa. Una storia durata quattro stagioni fatta di tante belle speranze ed attese, quasi sempre disattese nonostante spesso ottime prestazioni. C'è stata tanta sfortuna nel cammino di Enrico in Europa, dove oggettivamente ha raccolto molto meno di quanto sperato. L'ultima sfortuna è stata quella di incrociare sul proprio cammino una squadra affamata (e direi altrettanto sfortunata) come quella di Filippo Armellini del Colo Colo, che quest'anno dopo tante delusioni davvero non ne vuol più sentire ragioni: la coppa deve essere sua. Per Enrico sarà un'occasione davvero speciale insomma, per Filippo un ottimo allenamento in vista della finalissima. Qualsiasi altro risvolto che non sia la qualificazione del Colo Colo...semplicemente non è contemplato. In bocca al lupo a tutti!

martedì 18 marzo 2014

Europa League - Il Colo Colo è monumental!

Inarrestabile. E' l'aggettivo crediamo più appropriato per definire il cammino del Colo Colo di Filippo Armellini, che come accaduto nei quarti di finale chiude la pratica già all'andata, stavolta con un impetuoso 3 a 0 che lascia poche, pochissime speranze ai Galaxy di Enrico Levantini. Ed al contrario di quanto accaduto in Champion's, dove ci sono state due vittorie in trasferta, sono entrambe le squadre di casa a fare loro il match. Si complica, poi, la situazione per chi sognava una finale monocolor di un'unica lega. Cosa quasi impossibile per Ceccano, il progetto è difficilmente raggiungibile anche da Paciano, vista la fondamentale vittoria per 3 a 2 conquistata dal Sunderland di Emiliano, che in un fantastico match prevale su un Giordano Ceccantini ed il suo Paris Saint Germain mai domo.

SUNDERLAND - PARIS SAINT GERMAIN
3 - 2 (78.5 - 77)
Esce dal campo con l'amaro in bocca Emilia Rossi; amaro in bocca perché davanti ad un pubblico fantastico ed una prestazione superlativa, si poteva, si doveva, vincere con due gol di scarto. Colpa di un maledetto voto perso in difesa, che ha tolto sei punti tondi tondi, un gol praticamente già realizzato. E così tira un bel sospiro di sollievo il Paris Saint Germain di Ceccantini Giordano, che torna in Umbria con in mente già la gara di ritorno, doveè fermamente intenzionato a ribaltare l'esito del doppio confronto. Insomma, quella vista è stata forse la gara più bella di questa andata delle semifinali, giocata da due grandissime squadre che a pieno merito sono arrivate a disputare una semifinale europea.

COLO COLO - LOS ANGELES GALAXY
3 - 0 (80 - 60.5)
Alza le mani il Los Angeles Galaxy di Levantini Enrico, riconoscendo la netta superiorità degli avversari. E' infatti un Colo Colo formato Champions quello messo su da Filippo Armellini, che ormai dà tutta l'aria di rincorrere solo se stesso ed il suo passato colmo di una sfortuna da sfatare e di tante amarezze da cancellare e vedicare. E poco importa se non si tratta della Champions. Il Colo Colo è a un passo dal suo primo record personale, il raggiungimento della prima finale europea, ed è questo che ora conta. Una squadra creata per vincere e che stavolta non ha più intenzione di soffrire, né di temporeggiare. La storia non può più aspettare.

Champion's League - Un Porto ad effetti speciali

Una finale monocolor? Pensiamo proprio di no. Nell'andata delle semifinali che ha fatto sognare la nostra lega "mista", entrambe le rappresentanti del Fanta Gruppo Misto falliscono l'appuntamento con la storia perdendo entrambi i loro match davanti al proprio pubblico. Due sconfitte completamente diverse e che, soprattutto, producono sentimenti, dati di fatto e scenari molto differenti. Tuttavia, uguale è la delusione e il dolore per questa attesa tradita. Porto ed Athletic Bilbao prenotano quindi la finale, compiendo due vere e proprie imprese. Ma la copertina di questa giornata non che andare al Porto, che con una vittoria meravogliosa prenota un posto in finale e esce finalmente allo scoperto: sono loro i favoriti per la vittoria finale!

GENOA - PORTO
0 - 3 (65.5 - 82)
E' vero che che anche ai quarti il Genoa aveva perso, all'andata, in casa; ma non 3 a 0. Ed è vero anche che il Porto si sapeva essere una squadra cinica con una difesa solida; ma non sapevamo che fosse capace anche di fare goleade.  E' con questi due grandi "ma" che si chiude l'andata di queste semifinali, e molto probabilmente la magica esperienza in Champion's League del Genoa di Riccardo Carbone. Tra le due squadre abbiamo visto un grandissimo tasso tecnico di differenza, di forza e soprattutto di convinzione nei propri mezzi. Al ritorno ci sarà nuovamente battaglia, ma a questo punto non crediamo che il Porto, quello conosciuto in questa stagione, metterà a rischio quello che oggi sembra una certezza: la finalissima.

INTERNACIONAL PORTO ALEGRE - ATHLETIC BILBAO
0 - 1 (63 - 66)
E se la goleada del Porto potrebbe sembrare la sorpresa della giornata, forse non avete letto bene il risultato di questa partita. I campioni in carica dell'Internacional Porto Alegre di Fabrizio Marzolla, infatti, escono sconfitti nella semifinale di andata, giocata in casa, con uno 0 a 1 che fa male, molto male. Il sogno della seconda Champion's consecutiva, di colpo, rischia di svanire sotto le giocate e la fantasia di questo Athletic Bilbao di Roberto Parrini che sembra davvero intenzionato a portare avanti la sua bellissima favola. Ma guai a dare tutto per deciso. Al ritorno, infatti, i campioni d'Europa in carica scenderanno più motivati che mai; ormai li conosciamo troppo bene, e sappiamo che l'Internacional è capace di tutto. E l'Athletic, che si prepara nel frattempo ad una gara di ritorno storica, è avvertito.